Giochi di ombre

In una bella giornata come quella di Santo Stefano non si poteva rimanere in casa e così con Maxett abbiamo deciso di scattare delle foto al Parco degli Acquedotti e con la scusa magari fare anche due passi. Il nome di questo parco deriva dalla presenza di ben sette acquedotti romani e papali, interrati e non, che una volta  rifornivano l’antica Roma. La giornata era molto bella, il cielo era limpido e qualche nuvola, dolcemente sospinta da un vento freddo, lo decorava.

Nell’avvicinarmi all’acquedotto Claudio ero rimasto esterrefatto nel vedere come il sole, ormai in fase discendente alla ricerca di riposo dietro le mura dell’acquedotto, avesse disegnato una distesa di archi di luce delimitati da colonne di ombre. Questo gioco di ombre non potevo non descritto dal bianco e nero….scelta per me naturale. Ho cercato quindi un punto rialzato su una piccola “montagnola” di terra per trovare la giusta prospettiva. Ad un certo punto  quell’acquedotto mi è apparso come un esercito schierato su un campo di battaglia in attesa del combattimento. Tutte le colonne pronte all’attacco in attesa del comando del loro generale. Che fossi stato proprio io il nemico visto che puntavo verso di loro il mio obiettivo?

L’acquedotto, con i suoi archi e le sue ombre, aveva ormai la mia totale attenzione e non più una semplice curiosità. Ho cercato quindi di giocare con quelle luci, con  quelle ombre sperando in qualche modo di dar loro il giusto risalto.

Ho iniziato con  l”aspettare, non poco, il passaggio di un ciclista e della sua ombra che lo seguiva tra le ombre degli archi ormai allungate. Forse avrei dovuto attendere un istante in più in questo scatto per dare maggior risalto alla sua ombra, anche se poi il ciclista sarebbe stato forse troppo decentrato nella foto. La prossima volta aspetterò “non poco” ed un instante in più per comprendere meglio il possibile effetto.

Nel vagare tra gli archi poi sono stato attratto dalla luce del sole che si intravedeva in un arco, poi in un altro ancora ed infine eccolo lì…il sole, in tutto il suo splendore, proprio al centro di un arco e pronto per essere fotografato insieme ai suoi raggi. Particolari sono stati gli effetti dei raggi nel controluce realizzato. Particolare ed anche stravagante, sempre per continuare a giocare, è quindi il nome che ho dato alla foto:   2 x π x raggio = circonferenza in controluce.

Mi è piaciuto poi scorgere, come sfondo tra gli archi, quei bellissimi alberi e l’effetto di continuità che avevano nel riproporsi all’interno delle volte. Un’alternanza di coesistenza tra il creato della natura e dell’uomo.

Infine sono tornato sulla mia “montagnola” quando ormai il sole era più basso. Volevo giocare ancora con quelle ombre e dare alle foto una prospettiva diversa. Ho cominciato quindi a scattare delle foto mentre davanti a me non c’era nessuno. Poi ogni tanto improvvisamente compariva qualche passante, la cui ombra si allungava sull’erba creando figure particolari. Finalmente ad un certo punto sono arrivati due ragazzi che camminavano al centro del prato e quindi non più, come tutti gli altri, sotto gli archi. I due ragazzi avanzavano veloci verso un’ombra di un altro passante e da lì a poco vi sarebbe stato un incontro tra il materiale e l’immateriale. Ho capito che poteva essere l’attimo che aspettavo e che non avevo immaginato all’inizio. Così è stato…quello spazio di parco tra me e l’acquedotto aveva preso vita attraverso il lento e diversificato movimento delle persone e delle loro ombre.

Nell’andare via però i colori del cielo stavano cambiando. Ormai il gioco di ombre era venuto meno e così ho deciso di passare dal bianco e nero al colore. Ho scattato quindi una serie di foto, che poi ho unito tra loro con un programma al computer, per ricreare l’effetto dell’acquedotto e dare risalto ai colori del cielo in contrasto con l’oscurità che ormai predominava sull’acquedotto e sugli alberi. Nuove ombre stavano prendendo il sopravvento. Era come se un’alta marea scura stesse per sovrastare il tutto. Era il segnale che ormai dovevamo lasciare  al silenzio ed al riposo quelle mura stanche per essere state oggetto dei nostri obiettivi e del passaggio dei vari visitatori. Buona notte quindi Parco degli Acquedotti e grazie per il gioco di luci che ci hai fatto vivere….

 

Archi di luce Ombra tra le ombre 2 x π x raggio = circonferenza in controluce Alberi ed archi Spazio in movimento Luci ed ombre al tramonto

2 pensieri su “Giochi di ombre

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